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Villeggiatura sull'altopiano del Renon

Bolzano, da sempre, è una delle città più calde d'Italia e chi ha già vissuto almeno una volta una giornata di caldo estivo nel capoluogo di provincia può capire perché i cittadini che se lo possono permettere cercano il refrigerio delle vicine montagne. L'altopiano del Renon è facilmente accessibile e quindi particolarmente indicato per passare i mesi più caldi dell'anno.

Nel XVII secolo, il sindaco di Bolzano von Eberschlager, mentre in una cava di pietra sotto Maria Assunta stava cercando del materiale da costruzione, ebbe l'idea di costruirsi una casa per le vacanze in quel luogo particolarmente fresco e lontano dal caldo afoso della città. È così che creò la base di una nuova moda, la cosiddetta "Sommerfrische", ovvero il prestigioso ritiro estivo della nobiltà e della borghesia mercantile bolzanina.

Maria Assunta

In villeggiatura venivano mandati la moglie, i figli e la suocera, i valletti e gli animali domestici. I signori raggiungevano la famiglia solo nei loro giorni liberi, perché soldi e affari non sono mai andati d'accordo con la villeggiatura.

Quando non c'era ancora la storica ferrovia del Renon i nobili e i borghesi bolzanini non salivano sull'altipiano a piedi ma a cavallo, mentre le donne e i bambini trovavano posto su un carro a due ruote, formato da delle grandi ceste rotonde, che veniva trainato da una coppia di buoi.

Il tipico abbigliamento per la montagna di allora non esiste più. Si sono conservati solo i cappotti di lana bianchi con i baveri rossi o neri, della quale origine esistono tante leggende. Non è certa la provenienza di questi indumenti dalla tradizione militare, o clericale o popolare, o da un miscuglio di tutte queste tradizioni. Ma cosa importa: ancora oggi, tramite questi indumenti gli eredi dei villeggianti di allora dimostrano la loro diversa provenienza sociale.

La villeggiatura estiva sul Renon: dalla metà del XVII secolo fu quasi un obbligo per la nobiltà e la borghesia mercantile bolzanina, i cosiddetti "borghesi di stile antico". Il soggiorno durava dal 29 giugno, festività dei SS Pietro e Paolo alla Natività della Beata Vergine Maria (8 settembre) Il Renon è il luogo di villeggiatura di più antica documentazione, ed è soprattutto il più bel luogo di villeggiatura nei dintorni della città di Bolzano.

Le case e le monumentali residenze signorili e i vasti parchi diventano un unico piccolo mondo a se stante, regolato da riti e costumi ben determinati, ed è avulso dalla realtà del resto dell'altipiano del Renon.

La villeggiatura sul Renon era regolata da rigide norme e rigorose leggi. L'inizio e la durata erano stabiliti minuziosamente e chi non si atteneva a queste leggi, mai scritte, rischiava di venire additato come pazzo che osava offendere gli dei della montagna con la sua disobbedienza.

La villeggiatura sul Renon è però anche la storia di numerose rivalità che c'erano tra i vari villeggianti. Per fare un esempio: era considerato un grande tradimento, per un villeggiante di Soprabolzano, intrattenere rapporti con i residenti, o villeggianti di Collalbo; questo anche se durante tutto l'anno abitavano vicini in città e, magari, erano pure amici.



 
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